FAQ

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Domande frequenti

Esternalizzare l’archiviazione aiuta a ridurre costi e spazi interni, aumentare la sicurezza e garantire la conformità normativa. Un provider specializzato come Euroarchivi offre processi certificati, tracciabilità completa e tempi di reperimento molto più rapidi rispetto alla gestione interna.

La digitalizzazione di un archivio cartaceo prevede l’analisi preliminare dell’archivio, la preparazione dei documenti (rimozione punti, fascicolazione), la scansione professionale, l’OCR e l’indicizzazione dei file digitali. Il risultato è un archivio consultabile in pochi secondi da qualsiasi device autorizzato.

Il tempo dipende dal volume della documentazione, dal suo stato di conservazione e dal livello di indicizzazione richiesto. Con sistemi industriali e professionisti dedicati, anche archivi molto estesi possono essere digitalizzati in tempi relativamente brevi e senza interrompere le attività dell’azienda.

No. La scansione crea una copia digitale, ma per la validità legale serve la conservazione a norma, che utilizza firme digitali, marcature temporali e pacchetti di archiviazione che garantiscono integrità e autenticità nel tempo.

La durata varia per tipologia: documenti fiscali e contabili si conservano per 10 anni; i documenti sanitari seguono regole specifiche; nella PA si applica il massimario di scarto. Conoscere le tempistiche evita sanzioni e smarrimenti.

Serve un ambiente protetto: scaffalature anti-cedimento, sensori antincendio, controllo dell’umidità, accessi limitati, videosorveglianza e procedure di tracciamento delle consultazioni. Lato GDPR, è essenziale evitare accessi non autorizzati e custodire i documenti in modo organizzato.

Errori frequenti includono disordine, mancanza di un metodo univoco, contenitori inadeguati, accessi non controllati e assenza di un indice aggiornato. Questi problemi rallentano le ricerche e aumentano il rischio di smarrimento o danni.

Sì: attraverso l’uso di materiali riciclabili, la riduzione degli sprechi di carta, una gestione ottimizzata dei flussi documentali e la digitalizzazione progressiva. Anche la corretta distruzione certificata contribuisce alla sostenibilità.

Si applica il massimario di scarto per definire cosa eliminare, poi i documenti vengono distrutti con procedure certificate, spesso tramite triturazione professionale. Il processo deve rispettare GDPR e tracciabilità delle operazioni.

Serve una pianificazione accurata per il trasloco di un archivio: inventario dei documenti, etichettatura, imballaggi idonei, trasporto sicuro e riposizionamento secondo la struttura originaria o secondo un nuovo criterio più efficiente. Le aziende specializzate garantiscono movimentazioni rapide e senza interruzioni operative.

Per archiviare correttamente i documenti cartacei bisogna seguire alcuni passaggi fondamentali: classificare ogni documento in base alla tipologia, assegnare una collocazione logica (fascicolo, pratica, categoria), utilizzare contenitori idonei, etichettare con criteri uniformi e aggiornare l’indice archivistico. È importante anche conservare i documenti in ambienti sicuri, protetti da umidità, luce diretta, accessi non autorizzati e rischio incendio. Una buona organizzazione iniziale permette di ridurre i tempi di ricerca e garantire conformità normativa.

I sistemi di archiviazione più diffusi si dividono in due categorie: cartacei e digitali.

  • I sistemi cartacei includono classificazione alfabetica, numerica, per categoria, per fascicolo o per protocollo, oltre a scaffalature e contenitori certificati.

  • I sistemi digitali comprendono software di gestione documentale (DMS), archiviazione in cloud, database indicizzati e sistemi OCR per la ricerca avanzata.
    In molte organizzazioni si utilizza un approccio ibrido, affiancando archiviazione fisica e digitale per ottimizzare costi, sicurezza e accessibilità.

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